mercoledì 18 marzo 2020

Macchina: Definizione del termine (#1)

 Iniziamo questo percorso con lo studio del termine macchina, termine di usi tanto differenti quanto antichi.

màcchina (ant. màchina) s. f. [dal lat. machĭna, che è dal gr. dorico μαχαν, attico μηχαν].

Come si legge dal Dizionario Treccani (vd. sitografia):

1.     In senso storico e antropologico
Qualsiasi dispositivo o apparecchio costruito collegando opportunamente due o più elementi in modo che il moto relativo di questi trasmetta o anche amplifichi la forza umana o animale o forze naturali, e capace di compiere operazioni predeterminate con risparmio di fatica o di tempo. Rispetto agli strumenti più semplici costituisce uno sviluppo in quanto sistema complesso che consente un impiego più razionale della forza e realizza, nell'ambito delle attività umane (caccia, agricoltura, navigazione, produzione di manufatti, ecc.), procedimenti caratterizzati da uniformità, regolarità, ciclicità, i quali riproducono, su scala diversa, modelli costituiti da capacità umane o da eventi naturali, incorporando innumerevoli osservazioni collettive e perfezionamenti tecnici, a loro volta socializzati e (in contesti culturali omogenei) trasmessi grazie alla macchina stessa. In un’accezione più generale e recente, la macchina è un sistema capace di sostituire l’uomo anche in attività esecutive o addirittura organizzative, e di consentire quindi un potenziale risparmio dell’impegno umano in molte attività (con esclusione di quelle innovative e creative): tali nuove caratteristiche, e in partic. la possibilità di un limitato autocontrollo, dipendono dal più complesso rapporto che la macchina può oggi avere con l’ambiente, con il quale è collegata sia in senso recettivo sia in senso attivo da dispositivi di varia natura e funzione (sensori, memorie e attuatori), realizzando i sistemi dell’intelligenza artificiale (v. intelligenza, n. 1 d) e, più specificamente, i robot (v.). 

2.     In senso stretto, in fisica e nella tecnica
Dispositivo capace di trasformare energia (in una delle sue diverse forme: elettrica, termica, cinetica, ecc.) in lavoro, lavoro in energia o lavoro in lavoro; in partic., congegno costituito da organi collegati in modo che determinate forze applicate (forze motrici) compiano lavoro in vista di un determinato scopo, vincendo certe altre forze (forze resistenti). 

3.    Con significato generico
Dispositivo, che incorpora meccanismi più o meno complessi, atto a svolgere una determinata funzione, per lo più indicata dalla qualificazione che accompagna il termine: mper cucire (v. cucire); mcalcolatrice (v. calcolatrice); mfotografica (v. fotografico); mper scrivere (v. scrivere). 


4.     Con significato diffuso soprattutto in passato
Apparato costituito da più parti tra loro connesse, generalmente mobile ma non necessariamente consistente in congegni meccanici. In partic.: a. Nell’uso guerresco antico o medievale, ogni mezzo bellico destinato all’offesa, alla difesa e all’assedio c. Nella tradizione popolare, nome di quelle caratteristiche costruzioni lignee riccamente decorate, a forma di enormi ciborî o di guglie, ornate di statue e di simboli sacri che, secondo un antico uso ancor vivo, si portano processionalmente nelle ricorrenze sacre, in alcune.

5.    Con uso estensivo
il termine indica inoltre sistemi formali di tipo logico suscettibili di essere concretizzati in meccanismi o (oggi più spesso) in circuiti elettrici o elettronici anch’essi detti macchine (o mdi calcolomlogiche, ecc L’uso più astratto del termine ricorre, in cibernetica e in informatica, in varie locuz.: per es., teoria delle m., lo studio delle analogie funzionali tra le macchine (intese come sistemi fisici che manipolano informazioni in modo controllato) e i meccanismi del cervello umano (apprendimento, memoria, soluzione di problemi, ecc.) o, più in generale, i meccanismi biologici e fisiologici caratteristici di tutti gli esseri viventi.

6.    In usi assoluti
Il termine indica comunemente: a. L’automobile: farsi la m., comperarsi l’automobile; b. La locomotiva del treno; c. In marina, l’apparato motore di una nave. d. Nel linguaggio tipografico, le macchine da stampa (in piano o rotative). e. La macchina per scrivere, dattilografata. f. La macchina fotografica o, anche, la cinepresa oppure la telecamera. g. L’elaboratore elettronico. h. In locuzioni partic., con sign. generico, in contrapp. al lavoro fatto a mano. 

7.     Usi figurativi
Costruzione architettonica che abbia carattere di grandiosità e di complessità. b. Complesso di più parti o elementi, in quanto costituiscono un tutto unico sapientemente organizzato e regolato.  c. Nel linguaggio giornalistico, complesso di organismi, poteri, attività, interdipendenti tra loro in un rapporto di forze, o miranti al raggiungimento di un determinato scopo, o collegati per lo svolgimento di determinate funzioni. d. In pittura e scultura (grande figurazione decorativa di carattere scenografico. e. In opere letterarie, l’intreccio degli avvenimenti narrati o rappresentati, soprattutto se complesso e macchinoso. f. Intrigo, maneggio, imbroglio, o altra macchinazione. g. Come termine di similitudine, detto di persona che sembra agire senza idee proprie e una propria volontà, o si muove e opera in modo meccanico, o dice e ripete cose imparate a memoria.

Sitografia: #1




Nessun commento:

Posta un commento

Sintesi finale (#24)

Il percorso di ricerca sugli usi e connotazioni del termine “Macchina” è stato tanto ampio quanto interessante. Il tutto ha avuto inizio d...